Hotel e disintermediazione dalle OTA: è quasi legge

Ci siamo. Il Senato ad inizio maggio ha approvato il Disegno di Legge sulla concorrenza ed il mercato, abolendo definitivamente il parity rate tra OTA e hotel.

Questo significa che, quando l’iter burocratico sarà concluso, i portali come Booking o Expedia non potranno più obbligare le strutture ricettive ad inserire sulle loro piattaforme un prezzo più basso rispetto a quello che le persone potrebbero trovare sui siti internet degli hotel.

Cosa dice il Disegno di Legge

La normativa, che puoi leggere qui nell’ultima versione presentata al Senato, nell’articolo 50 recita così:

 (Nullità delle clausole contrattuali che vietano alle imprese ricettive di offrire prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli praticati da piattaforme di distribuzione telematiche).

  1. È nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto.

Quindi: se la legge viene approvata definitivamente, non ci sarà più obbligo da parte degli hotel di sottoscrivere con questi portali contratti con clausole relative a prezzi e termini e condizioni di vendita.

Come saranno gli scenari futuri

Federalberghi festeggia, confermando il suo massimo sostegno alla normativa, affermando inoltre che questa novità sarebbe positiva per tutti, anche per le OTA.

Da capire invece quale potrebbe essere la reazione di queste piattaforme e se le strutture ricettive sapranno cogliere l’occasione per mettere in piedi nuove strategie di marketing per aumentare i loro profitti.