Turismo culturale: facciamo il punto

Sin dai tempi del Grand Tour, quando i giovani nobili venivano da ogni parte d’Europa, l’Italia a livello artistico e culturale si è sempre distinta grazie anche ai suoi poeti, pittori e scultori che ancora oggi tutto il mondo ci invidia.

La tendenza turistica degli ultimi anni è stata quella di allentare i flussi delle grandi città italiane che guidano da sempre il turismo, per favorire e far scoprire le mille sfaccettature che la penisola offre. Chiaro che le grandi città sono il traino del turismo italiano e, di recente sono riuscite nell’obiettivo di aumentare la presenza di turisti, grazie alle loro risorse culturali. Secondo il Centro Studi Turistici sono sei le città principali fulcro del turismo italiano: Roma, Firenze, Napoli (con annessa Pompei), Torino, Venezia, Milano.

Alcuni numeri

Dal 2010 al 2017 i dati ci dimostrano come la cultura non passa mai di moda. Roma, che non ha certo bisogno di presentazioni, ha aumentato del 66% le visite ai suoi musei e ai suoi monumenti; Venezia aumenta i suoi visitatori del 20 %, Milano del 25%, Firenze del 32 %, Napoli e Pompei + 45% e Torino +44%, considerando il suo passato a forte vocazione industriale.  Se consideriamo che nel 1965 i visitatori presso i musei nazionali erano 12,7 milioni e nel 2017 sono arrivati a 50,2 milioni, possiamo dire con certezza che l’aumento dei turisti culturali è dato anche dalle varie riforme fatte in materia culturale come ad esempio la Riforma Ronchey che ha introdotto nei poli e nei siti mussali i “servizi aggiuntivi” come bar, ristoranti, bookshop al passo dei grandi musei internazionali. Vien da sorridere ad esempio, che passeggiando per il British Museum tra una Stele di Rosetta e un Codice di Hammurabi ci sia profumo di pizza appena sfornata, in quanto vi è una pizzeria all’interno del Museo.

Turismo culturale ed esperienziale

Oggi invece, molti musei si sono attrezzati ad esempio con strumenti multimediali che consentono di andare oltre ad una normale contemplazione dell’opera: troviamo turismo culturale e esperienziale allo stesso tempo. Come citato prima, consolidato che l’Italia è un vero e proprio museo a cielo aperto, la sfida ora è quella di spostare l’attenzione su un’Italia più nascosta, su un’Italia dei borghi, delle dimore e dei castelli fuori porta che contribuiscono ad arricchire la cultura collettiva generale.