Turismo lento, un trend in crescita

Turismo lento, o slow tourism, è una modalità di viaggio che è entrata da tempo nell’immaginario e nella pratica dei viaggiatori e che, soprattutto in questi ultimi anni, sta riscontrando un trend sempre in crescita. Parliamo di un turismo sostenibile e a contatto con la natura e le tipicità dei luoghi, in netta contrapposizione con il turismo di massa “mordi e fuggi”, veloce e consumistico.

Il turista slow valorizza l’itinerario piuttosto che la meta e sceglie località che propongano cibo bio, strutture eco friendly, raccolta differenziata e tutti quegli accorgimenti volti al rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

La filosofia di viaggio del turismo lento focalizza la sua attenzione anche sull’incontro con gli abitanti del luogo visitato, in uno scambio di saperi e tradizioni, e preferisce i borghi e i parchi alle grandi metropoli, il verde al cemento e il relax alla frenesia.

Nulla a che vedere con weekend “andata e ritorno” in “posti dove vanno tutti“, spiagge esotiche, resort e città congestionate dal traffico e dall’affollamento.

Il turista lento va alla ricerca di esperienze autentiche, che possano arricchirlo, e vive il viaggio in modo profondo rallentando il ritmo frenetico che la quotidianità purtroppo impone e riscoprendo l’ozio nella sua accezione più positiva.

Le tipologie di turismo lento

Ma quali sono le esperienze che il turismo lento offre e le tipologie di viaggio che rientrano in questa categoria sempre in crescita?

Ad esempio, alcune strutture dedicate allo slow tourism propongono esperienze come il birdwatching, la pesca, il trekking, le ciaspolate in mezzo alla natura, l’equitazione, escursioni a piedi oppure in mountain bike.

I tipi di viaggio che possono essere considerati “turismo lento” sono il cicloturismo, il turismo fluviale, i cammini come il celebre Cammino di Santiago oppure la Via Francigena, e ogni esperienza in cui i luoghi non siano soltanto “esplorati” bensì vissuti nel vero senso della parola.

Le strutture ideali per soggiornare durante un “viaggio lento” non sono gli hotel delle grandi catene o quelli “fatti in serie” ma sono gli alberghi diffusi ottenuti recuperando antiche case nei borghi, le malghe montane, i bed and breakfast, e i camping anche nella versione glamping (bellissime tende posizionate in luoghi naturalistici e arredate come lussuose stanze alberghiere).

Chi si dedica al turismo lento ama sentirsi “parte del luogo” e viverlo come se fosse un abitante, immergendosi il più possibile nella tipicità della meta scelta.

A questo proposito, non può mancare la buona tavola alla scoperta dei sapori e dei profumi della gastronomia perché il turista lento ama scoprire i posti anche grazie al cibo e alle bevande, custodi di senso di appartenenza e tradizione.

I vantaggi del turismo lento

Dopo aver compreso cosa significa “slow tourism” e quali sono le tipologie di viaggio che lo identificano, diamo ora un’occhiata ai suoi vantaggi:

  • è un turismo ecologico, rispettoso dell’ambiente, che contribuisce a mantenere salubre l’aria che respiriamo;
  • insegna ad apprezzare la natura incontaminata e a preservarla;
  • permette di vivere esperienze autentiche e conoscere usi e costumi di cui, altrimenti, si ignorerebbe l’esistenza;
  • insegna la libertà, abbattendo stereotipi e pregiudizi;
  • crea connessioni intime con i luoghi visitati e con la natura;
  • aiuta a dimenticare la fretta, la frenesia, la “corsa” quotidiana promuovendo, invece, un modo di vivere più autentico e connesso con i ritmi naturali.

Insomma, il turismo lento è la nuova frontiera del viaggio, responsabile, vero, profondo e lontano anni luce dal consumismo e dal turismo di massa che lascia ben poche emozioni dietro di sé.

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